Dalla povertà delle favelas ai teatri internazionali

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Al Teatro Bolshoi di Mosca si esibisce il corpo di ballo più noto al mondo. All’estero ha una sola sede: Joinville, nel Brasile meridionale. Luis Fernando Rego è un ballerino di raro talento che frequenta l’ultimo anno. Nato in una famiglia povera, la danza rappresenta la sua unica occasione. Riuscirà a coglierla?

Il 11 febbraio 2020

Vivere questo sogno richiede fatica. Si comincia con la classica pirouette: si deve ruotare velocemente sul proprio asse, mettendo tutto il peso del corpo sulla punta di un piede e tutto con grande eleganza, se possibile. Poi Luis Fernando Rego mostra gli altri passi e sembra volare sul parquet della sala. 

La perfezione non è un dono, è superare i propri limiti

Luis sa cosa significa vivere una vita difficile fin da piccoli ed essere prigionieri dei propri limiti. Per lui, il balletto ha sempre rappresentato l’unica possibilità della vita. Viene da una favela di Rio de Janeiro, dove viveva in povertà. È riuscito a entrare nell’unica sede estera della famosa scuola di ballo russa del Bolshoi di Mosca a Joinville, nel Brasile meridionale.

Luis sogna di conquistarsi un futuro migliore a passo di danza. Ma anche combattendo, se necessario. Se riesce a diventare un ballerino professionista, Luis avrà vinto la sua battaglia contro la povertà. Quello che per tante persone è normale per lui rappresenterebbe una metamorfosi, una nuova vita. Dipende solo da lui.

Nell’istituto brasiliano Bolshoi si pratica il balletto classico ma anche la danza moderna.

Luis, 18 anni: piccolo, muscoloso, con due gambe elastiche come il caucciù. È uno dei migliori della sua classe, si allena per il grande spettacolo finale che segnerà la fine del corso e dove si deciderà chi diventerà professionista e chi dovrà abbandonare i suoi sogni.

Luis sorride molto in questi giorni e non solo quando danza. “Molto lieto, molto lieto”, dice mentre ci presentiamo e in questa ripetizione si coglie l’approccio di questo giovane brasiliano verso la vita. Ma l’allegria, il talento e l’ambizione sono sufficienti per farsi strada nella vita? Ha la mentalità del vincitore? È un vero virtuoso?

Dalla sbarra al palcoscenico

Nella pausa della lezione per lo spettacolo finale, Luis va alla sbarra fissata alla parete che i ballerini usano per esercitarsi. Si siede davanti alla sbarra, incrocia le braccia dietro la testa e spinge i gomiti all’indietro.

Luis ha sempre dovuto essere flessibile nella vita, sotto diversi aspetti. È nato nella favela “Complexo do Alemão”, a Rio de Janeiro. Case piccole e sporche, fogne maleodoranti a cielo aperto, strade senza nome, dove i sogni non trovano spazio e le bande di narcotrafficanti fanno la guerra tra loro e con la polizia. Dove spesso anche le persone innocenti vengono colpite a morte dalle cosiddette “balas perdidas”, i proiettili vaganti. Luis tira avanti, ma vuole di più.

I ballerini si appoggiano alla sbarra mentre si allenano e migliorano la tecnica.

La favela come casa

Droga e violenza sono uno dei problemi delle favelas; gli altri sono le cattive condizioni delle scuole e le carenze dell’assistenza sanitaria. “Non avevo uno scopo nella vita”, racconta Luis, che ha sette fratelli e sorelle.

“Andare a scuola non mi piaceva”. A Luis sembra di parlare di un’altra vita, che non potrebbe essere più lontana da quella presente. Voleva tutto, ma non poteva avere niente. Succede, quando si è in preda alle tempeste ormonali dell’adolescenza. Altrove ci sono genitori e insegnanti che possono mostrare la strada, ma Luis, durante la pubertà, non aveva nessuna guida.

Ora che ha uno scopo nella vita, può crescere e diventare la persona che nessuno avrebbe mai pensato. Ma prima, Luis doveva trovarlo, questo scopo. Grazie a un progetto sociale nella favela, sua sorella si era avvicinata alla danza. Questo succedeva sei anni fa. Luis assistette a una lezione e si innamorò della danza. Gli era sempre piaciuto muoversi al ritmo della musica, che fosse un classico samba o un moderno rap brasiliano. Ma questa grazia, questi movimenti fluidi, questa armonia tra linguaggio della musica e linguaggio del corpo, Luis non li aveva mai visti prima. Eccola, la sua vocazione. Ma la possibilità di guadagnare era ancora lontana.

I colori e la vivacità del carnevale rimangono a Rio: Joinville, nel Brasile meridionale, è una città piuttosto insignificante.

Lavorare duro per un sogno

Dove si poteva andare? L’opzione migliore era andare all’estero, perché solo all’estero è possibile guadagnarsi da vivere facendo il ballerino. “Una volta, sono stato in tournée in California, dove ho conosciuto il famoso San Francisco Ballet. Mi piacerebbe moltissimo cominciare a lavorare con loro”, racconta Luis.

Che le sei ore di allenamento quotidiano abbiano aggiunto una grande bravura al suo talento si vede soprattutto quando Luis mostra le complicate tecniche di sollevamento. Lì si vede il vero artista. La sua partner poggia i piedi sulla sua spalla e sull’incavo del gomito e lui riesce a mantenere la posizione fino all’ultima nota suonata dal pianista.

Gli studenti trascorrono sei ore al giorno nelle aule. Chi vuole realizzare il suo sogno deve fare grandi sacrifici.

“Luis ha raggiunto davvero grandi risultati. Ha una forza di volontà che ho visto raramente in altre persone. Ad avere talento sono in molti. Ma senza la grinta giusta non si va da nessuna parte”, dice Maikon Golini, l’insegnante di danza dell’ultimo anno del corso maschile.

Anche Golini è stato un ballerino e ha imparato a danzare al primo anno della scuola del Bolshoi Brasil, a Joinville, vent’anni fa. Attualmente, a contendersi un posto all’ultimo anno di corso ci sono 116 candidati. Lo vogliono tutti. Ma tra la teoria e la pratica c’è tutto un mondo.

BMW sostiene la Scuola del Bolshoi in Brasile

Fotoshooting della scuola Bolshoi nello stabilimento BMW di Araquari.

Dal 2015, BMW è partner della sede brasiliana del Bolshoi. La scuola di danza utilizza il contributo annuale per coprire diverse necessità, dai costumi ai generi alimentari per i pasti quotidiani e all’assistenza medica per le ballerine e i ballerini. Inoltre, BMW mette a disposizione dei finanziamenti per permettere a tre studenti provenienti da famiglie ingenti di ottenere una borsa di studio completa nell’ambito del programma “Adopt a Student”. BMW è presente in Brasile con diversi progetti di sostegno. Oltre ai numerosi impegni sociali, BMW investe anche negli stabilimenti produttivi in Brasile: nell’ottobre 2014 ha inaugurato ad Araquari uno stabilimento che, dal 2018, funziona con energia elettrica proveniente da fonti sostenibili al 100 per cento. BMW è presente in Brasile con una sua società di distribuzione fin dal 1995.

Il Bolshoi che parla brasiliano

Ecco com’è nata la “filiale estera” del Bolshoi: il Balletto di Mosca era in tournée in Brasile e nel 1996 capitò al Festival annuale della danza di Joinville. Dopo lo spettacolo, il sindaco andò a parlare con i responsabili russi. “Si dovrebbe ...”

Questo dialogo aprì la strada all’idea concreta di aprire una filiale estera del teatro di Mosca. In qualche modo, tra russi e brasiliani si è creata un’ottima intesa. Dalla fondazione sono 360 le ballerine e i ballerini classici che si sono formati nella fucina di talenti di Joinville.

Danza o surf?

Luis sta per concludere i suoi studi. Sua sorella si era stancata in fretta di frequentare la scuola di danza, ma lui no. In realtà, a lui piaceva anche andare a fare surf sulle spiagge di Rio. Usava il surf anche come pretesto quando sua madre gli chiedeva dove andasse, quando usciva per andare alle sue prime lezioni di danza da solo. E sognava.

Sua madre lo ha sempre sostenuto in tutto quello che ha fatto, ma aveva anche tanti altri problemi per tirare su tutti i suoi figli. Il padre era piuttosto distaccato. Dando prova immediata del suo talento, Luis riuscì a entrare nel Teatro Municipal di Rio, l’unica scuola di danza classica della metropoli tropicale, dove rimase alcuni anni.

Ma questo significava anche che tutti ora conoscevano il suo sogno. A scuola lo prendevano in giro: “Il balletto non è da veri uomini!”, gli dicevano, ed era uno dei commenti più gentili. “In quel periodo ho imparato a diventare più forte dentro. Queste esperienze mi hanno aiutato fino a oggi a rimanere concentrato.” Tre anni fa ha quindi superato l’esame per essere accettato a Joinville, ha lasciato la sua casa a Rio e ha raggiunto il Brasile meridionale dopo un lungo viaggio.

Qui Luis può esprimere la sua personalità. Gli studenti dell’ultimo anno sono molto uniti.

Muscoli e legamenti sotto pressione

Osservando il corso del penultimo anno della scuola del Bolshoi Brasile, anche i non esperti notano la differenza. Le ballerine e i ballerini non sono ancora così potenti, ma nemmeno tanto gracili. Devono perfezionare anche l’espressività del volto.

Uno di loro si massaggia una coscia durante gli esercizi: ha una lesione. Quando si studia danza, muscoli e legamenti sono sempre sotto pressione. Ma la scuola offre fisioterapia e alimentazione sana a tutti gli studenti.

Non pagano nulla per la formazione e per tutti questi benefit. E quelli che vengono da famiglie povere si dimostrano particolarmente ambiziosi, come confermano gli insegnanti, tutti russi, quasi senza eccezioni.

Luis Rego si affida ai fisioterapisti della scuola.

Balletto moderno

Luis ama molto la danza moderna e contemporanea. Nel saggio di fine stagione danza a petto nudo e indossa una sorta di perizoma fatto di strisce di cuoio. Luis e i suoi colleghi rotolano sul pavimento, i corpi si intrecciano, inseriscono passi classici come pirouette e arabesque. Il corpo vibra al ritmo dei bassi. Bum, bum, bum.

Se si parla con Luis del suo futuro, può reagire anche con irritazione. Se non riuscisse a fare il ballerino professionista, quale sarebbe il suo piano B? “Cosa faresti tu se qualcuno ti prendesse la macchina fotografica? Smetteresti di fare foto?”, risponde di rimando. In questo momento, Luis assume un atteggiamento quasi da divo. Ma lo sa bene: la perfezione si raggiunge solo con il duro lavoro. Perché il talento, qui, lo hanno tutti.

Esercitarsi fino allo sfinimento. Se si vuole avere successo, il balletto richiede continui sacrifici. La musica arriva dal pianista o dagli altoparlanti.

Un divano per dormire

Il giorno dopo, di mattina, in un’elegante area residenziale alla periferia di Joinville. Qui non vivono persone povere, altrove si parlerebbe di una “gated community”. Per colazione c’è la torta al cioccolato, ma i ballerini devono osservare un regime alimentare rigido. Per vivere un sogno, si devono fare delle rinunce.

Luis sembra di nuovo tranquillo. L’avvicinarsi della prova finale lo esalta: vuole dimostrare quello che sa fare.

Di notte dorme su un divano nel soggiorno. La “mamma affidataria” che si occupa di Luis ha già preso in affitto l’appartamento da un paio d’anni. Anche sua figlia studia al Bolshoi. Per Luis, questo è l’unico modo per vivere a Joinville. La vera madre di Luis, arrivata ieri da Rio, vuole assistere alla prova finale di suo figlio il venerdì mattina, quando forse la vita di Luis cambierà per sempre. “Mi sono sempre fatta in quattro per comprargli le scarpe da ballo e tutto quello che gli serviva, in qualche modo. L’ho sempre sostenuto, anche quando non sapevo come fare”, racconta Tania Cristina Daniel, 52 anni.

Mamma orgogliosa: Luis Rego ha dovuto lasciare la natia Rio per realizzare il suo sogno. Sua mamma va a trovarlo ogni volta che può.

Prova generale e spettacolo: ormai ci siamo

Alla prova generale, la sera prima del grande spettacolo di fine corso, come succede spesso, molte cose non vanno come dovrebbero. Il giorno successivo, prima dello spettacolo, i 22 ballerini dell’ultimo anno formano un cerchio e recitano il Padre nostro. Oggi potrebbero festeggiare l’inizio di una nuova vita oppure perdere per sempre questa opportunità.

Lo spettacolo rappresenta un inizio e una fine: un inizio per chi andrà bene e una fine per chi offrirà una prestazione non adeguata. Non ne va solo della carriera, ma di tutta la vita, soprattutto per chi, come Luis, ha puntato tutto sulla danza. Adesso, ognuno combatte per se stesso.

Prima del saggio finale nei camerini si respira nervosismo, timore da palcoscenico, forse anche paura. Tutti sono emozionati.

All’inizio dello spettacolo, i ballerini volano sul palcoscenico; poi, un momento dopo, sembrano maltrattare il parquet con passi più pesanti. Fendono l’aria con le mani, si muovono velocemente, sorridono, si tengono stretti. Si muovono su melodie classiche di Rachmaninov o Albéniz, ma anche su ritmi più veloci. Sono i piccoli dettagli che fanno capire se gli allievi hanno raggiunto la perfezione grazie al loro talento: l’espressione del viso in una determinata posizione, l’angolo delle gambe, la mano ferma.

Luis è molto bravo sul palcoscenico, è padrone della scena. Il momento clou è quando fa girare la sua partner come una trottola e la lancia in aria. Stasera, questo ragazzo di soli 18 anni deve dimostrare di saper essere forte, ma anche delicato. Luis dà tutto se stesso; esprime l’amore per la danza, l’energia che mette nel perseguire il suo sogno, il desiderio di una nuova vita. Dopo lo spettacolo, i ballerini si abbracciano. Il palco sembra trasformarsi in un unico corpo con tante braccia e gambe. L’eccitazione è enorme. Ma ancora non si sa chi potrà proseguire e chi invece dovrà trovarsi un’altra professione.

Un’esibizione perfetta: Luis non commette nessun errore. È davvero valso la pena allenarsi così duramente.

La decisione

Luis è nervoso mentre attende la decisione. Sa bene che qualcuno potrebbe togliere il balletto dalla sua vita e privarlo dei suoi sogni. Due giorni dopo, il nome di Luis è sulla home page del Bolshoi. E anche nell’annuncio appeso all’ingresso principale della scuola.

Scopre così che il Bolshoi Brasile lo ha assunto per un anno nel suo corpo di ballo, che viaggia in tutto il mondo. Luis si sente sollevato e felice: adesso sì che si fa sul serio. Questa è l’opportunità ideale per farsi notare dalle grandi compagnie di ballo. E di guadagnare il suo primo stipendio. “Credo in me stesso. Ce la farò già a San Francisco“, dice tra sé e sé.

Vuole portare sua madre con sé negli Stati Uniti e costruirle una casa nuova. Così saranno due le persone che si sono liberate dalla povertà.

Un mazzo di fiori: gli studenti della scuola hanno completato il loro percorso. Per Luis Rego il sogno continua.

Foto: Evgeny Makarov; Autore: Christoph Wöhrle