Libertà sotto tutti i punti di vista

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Il segreto del successo di Ellen von Unwerth è il suo modo di vedere le donne. Mentre guida la nuova BMW Serie 8 Gran Coupé attraverso Parigi, ci parla di Women empowerment, delle sue motivazioni e della capacità di rimanere fedele a se stessa.

Il 24 agosto 2020

In tempi di grande incertezza, le persone carismatiche hanno un ruolo importante nella società. La storia dei loro successi personali può essere fonte di ispirazione e di motivazione. L’artista delle foto fashion Ellen von Unwerth è una di queste eccezionali personalità. Nata a Francoforte, da decenni il suo stile personale e originale di fotografare modelle famose si fa notare nell’ambito della fotografia artistica e su tutti i media. La sua capacità di cogliere al massimo la potenza espressiva delle fotomodelle è leggendaria e si deve all’attenta regia che lascia loro ampi margini di libertà per sviluppare la loro leggerezza. A volte, la fotografa cattura il momento perfetto nelle situazioni che si creano subito dopo la fine ufficiale di uno shooting fotografico.

Ellen von Unwerth ha lavorato da entrambi i lati della macchina fotografica: è stata una modella per dieci anni, un’esperienza che le ha consentito di porre le basi della sua carriera di fotografa. Ha raggiunto la notorietà a livello mondiale nel 1989, con la campagna Guess che aveva come protagonista Claudia Schiffer. Con i suoi lavori riempie scaffali interi di ricchi volumi illustrati, i musei celebrano la sua arte in numerose mostre, come ad esempio la retrospettiva “Devotion! 30 Years of Photographing Women” che si è tenuta al Fotografiska Museum di Stoccolma e poi per l'inaugurazione della nuova Fotografiska a New York.

Nell’intervista, Ellen von Unwerth parla di leadership e forza interiore, di indipendenza e responsabilità e delle sue personali fonti di ispirazione.

Nel video: Ellen von Unwerth e il suo viaggio personale

Signora von Unwerth, ha la sensazione di avere un modo speciale di guardare il mondo? È questo che la distingue, in quanto fotografa, dalle altre persone?

Ellen von Unwerth:
Ognuno di noi ha il suo punto di vista personale. Io non credo che la mia percezione del mondo sia diversa da quella degli altri, ma ho l’occhio della fotografa. Il mio istinto mi porta a fissare in immagini una situazione, un momento, una bella luce, un’espressione, un movimento. Ho anche il desiderio di tradurre in realtà un’idea che ho in testa, di darle una forma assieme a un team creativo e agli attori e poi catturarla in una foto. L’occhio fotografico è un misto di occhi e spirito.

Che cosa la spinge a fare il suo lavoro?

Ellen von Unwerth:
Sono affascinata dalle persone e dalle storie in generale. Quello che mi spinge a prendere ogni giorno la mia macchina fotografica e a scattare foto sono soprattutto le persone che incontro e che mi stimolano. Ma sono anche le storie che vorrei raccontare, ispirate alla vita vera, ma anche a film e a dipinti. Come fotografa mi muovo tra passato, presente e futuro.

 

© Ellen von Unwerth

Secondo lei, qual è la sua vocazione?

Ellen von Unwerth:
Io cerco di ispirare le persone, di portare loro gioia o di suscitare emozioni. Vorrei rendere eterni alcuni momenti della vita, in modo da conservarli a beneficio delle generazioni future come testimonianze visive del tempo nel quale ho vissuto.

In che modo le sue esperienze di vita hanno influito sulla sua visione del mondo? È stato importante il tempo che ha trascorso in un circo?

Ellen von Unwerth:
Da bambina sognavo di diventare una principessa. Mi avvolgevo in tessuti leggeri come una piuma e danzavo per tutta la casa. Con mia grande delusione, tutti mi dicevano che avrei dovuto piuttosto fare il clown. All‘epoca non sapevo che, negli anni successivi, ci sarei andata molto vicino. Poco dopo avere finito la scuola, nella nostra città arrivò il Circo Roncalli. Ero emozionatissima. Dopo avere visto uno spettacolo, andai dal Direttore e gli chiesi se potevo lavorare per lui. Mi guardò e mi disse: “Puoi cominciare domani”. E non come clown, ma con un ruolo serio di ragazza del circo. Naturalmente, questa esperienza ha influito molto sullo sviluppo del mio processo creativo, così come la mia breve esperienza come hippie in una comune sui monti della Baviera.

Qual è la parte più importante riguardante lo sviluppo della personalità artistica?

Ellen von Unwerth:
La mia carriera artistica è un viaggio. Lavoro praticamente sempre, viaggio sempre in tutto il mondo e incontro persone incredibili. Sono felice e grata di poter vivere in questo modo, facendo quello che mi piace fare. Alcuni eventi della mia vita sono forse più notevoli di altri, perché hanno apportato grandi cambiamenti alla mia carriera. In particolare, mi ricordo la campagna Guess con Claudia Schiffer, che mi ha portato a raggiungere la notorietà a livello mondiale. Recentemente si è svolta una mia mostra fotografica, una retrospettiva intitolata “Devotion! 30 Years of Photographing Women”, prima presso il Museum Fotografiska di Stoccolma e poi per l’inaugurazione del nuovo Fotografiska Fotomuseum di New York.

Qual è la parte più importante della sua evoluzione personale invece?

Ellen von Unwerth:
Non faccio differenza tra la mia vita come persona e quella come artista. Naturalmente, sono un personaggio pubblico, ma ho anche una mia vita privata e le tengo separate. Tuttavia, sono anche una persona creativa e tendo quindi a pensare sempre ai miei progetti. Nel mio impegno per essere me stessa, la mia famiglia ha il ruolo più importante.

Il periodo in cui ha lavorato come modella ha influito sul suo stile come fotografa? O sul modo in cui vuole fotografare e vedere le donne?

Ellen von Unwerth:
Ho lavorato come modella per 10 anni, quindi ho partecipato a vari model shoot e produzioni stando dall’altro lato della macchina fotografica. Ho un temperamento forte e la mia personalità tende sempre a uscire all’esterno. Mi sentivo frustrata quando mi dicevano continuamente di stare ferma e di muovermi senza mostrare un’espressione, quando posavo. Quando ho iniziato a lavorare come fotografa, ho portato con me questa idea: far uscire dai miei soggetti la personalità, la forza espressiva, l’autostima e la bellezza. Dovevano vedere il mondo in un altro modo, ossia attraverso i miei occhi. Volevo che dalle mie foto emergesse la vita. Questo aspetto è sempre in primo piano quando fotografo le donne. Devono potere essere se stesse e divertirsi. Questo le aiuta a essere viste come persone e non come un oggetto.

Quale valore hanno avuto la libertà personale e l’autonomia nei diversi momenti della sua carriera?

Ellen von Unwerth:
Per tutta la mia carriera sono sempre stata molto autonoma. Per le persone creative come me, grazie a Internet è facile condividere i propri lavori e creare una piattaforma e una community che collega direttamente un artista con il suo pubblico. Sono molto attiva sui social media e li uso per mostrare il mio lavoro. Nel 2018 ho anche fondato la mia rivista cartacea, che ho chiamato “Ellen von Unwerth’s VON”. Mi dà la possibilità di condividere con tutti le storie che ho raccolto come fotografa, senza la pressione e la censura che possono caratterizzare media più grandi. Trovo fantastico collaborare con media high-end e grandi marchi e, in totale indipendenza, portare avanti anche i miei progetti.

Qual è la sua paura più grande?

Ellen von Unwerth:
I cloni! Ho un po’ timore della strada che potrebbero prendere la tecnologia e la scienza. L’unicità delle persone è la nostra forza più grande.

Come e cosa ha imparato dai periodi più bui?

Ellen von Unwerth:
Si dovrebbe vedere sempre il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto.

Vorrei rendere eterni i momenti della vita, in modo da conservarli a beneficio delle generazioni future, come testimonianze visive del tempo nel quale ho vissuto.
Ellen von Unwerth

Ci sono stati momenti in cui ha seguito il suo istinto e la sua visione creativa invece che ascoltare chi aveva un’opinione diversa sulla sua arte e sulle sue ambizioni?

Ellen von Unwerth:
La libertà è un bene importantissimo per un artista. Ho incontrato persone che cercavano di affossarmi o di cambiare il mio stile e l’andamento della mia carriera, dandomi consigli sulla direzione che avrei dovuto seguire. Credo che sia importante rimanere fedeli ai propri ideali e al proprio stile, senza farsi contaminare da stili fotografici diversi. Le mode vanno e vengono, ma si deve ascoltare il cuore e seguire quello che ci entusiasma, anche se non piace a tutti.

C’è un modello di pensiero che sta alla base del suo successo?

Ellen von Unwerth:
Penso che il concetto di successo sia diverso da persona a persona. Per me, successo significa avere riconosciuto il mio talento, poter vivere del mio lavoro e venire apprezzata per questo. Me lo consentono la mia forma mentis, un modo di pensare positivo, aperto e creativo, e il duro lavoro.

Ricorda un progetto che ha realizzato in condizioni particolarmente difficili?

Ellen von Unwerth:
Ho uno stile molto particolare. I clienti si rivolgono a me perché vogliono proprio quello e capita raramente che mi chiedano qualcosa che esula dal mio stile. E quando le cose sembrano difficili, la vedo come una sfida. A volte, il risultato è sorprendente e cambia il mio punto di vista. Mi apre gli occhi. Anche il casting per uno shooting è molto importante per me: mi servono persone che siano sulla mia stessa lunghezza d’onda. Non ha niente a che fare con la lingua, ma se non c’è la chimica giusta, mi diventa difficile fare buone foto. Nei casi di emergenza, ho il mio asso nella manica: un bicchiere di champagne può fare miracoli.

Come vorrebbe influire sulla società?

Ellen von Unwerth:
Spesso mi hanno detto che le mie foto sono vive e trasmettono gioia a chi le guarda. Penso che, se riesco a trasmettere gioia alle persone rappresentando il mio punto di vista, un punto di vista femminile, è questo il mio contributo alla società. Il concetto di Women empowerment assume un ruolo sempre più importante. La gente riconosce che il mio lavoro può influire sulla società, perché mostro le donne e la loro femminilità nella loro unicità, con tutta la loro forza e personalità.

A chi si ispira?

Ellen von Unwerth:
Sono tante le cose che mi ispirano. Molte idee e spunti vengono dalla vita: film, persone, musica, feste, performance, quadri e sì, anche sogni. Mi ispiro a fotografi famosi come i miei preferiti: Helmut Newton e Jacques-Henri Lartigue. Una fonte di ispirazione speciale sono gli stilisti di moda e i capi che creano, le sfilate di moda che organizzano. Se si riesce a cogliere l’essenza dell’universo di uno stilista, si scopre una storia molto ricca. Lavoro nel settore della fotografia di moda da oltre 30 anni e non mi stanco mai di vedere abiti incredibili.

Foto/Video: CNN; Autore: Markus Löblein