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La forma della felicità

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Intervista all’icona del design Stefan Sagmeister:

che cos’è la felicità, come si trova e cosa le persone possono fare per la loro felicità? Il designer di fama internazionale Stefan Sagmeister è andato a fondo della questione nell’ambito della mostra “The Happy Show”. Di seguito, pillole esclusive sul suo fantastico mondo creativo. La serie “Bold Voices – Portraits of the creative pioneers” rappresenta artisti eccezionali, che con le loro opera creano momenti unici.

Ricercatore di felicità e designer grafico Stefan Sagmeister

Da designer influente qual è, Stefan Sagmeister si occupa molto anche di temi filosofici, nonché della domanda: che cos’è la felicità?

Durante la sua personale ricerca della felicità, Sagmeister ha svolto diverse esperimenti su di sé, praticando, tra le altre cose, esercizi di meditazione e testando farmaci antidepressivi. Nella mostra acclamata a livello internazionale “The Happy Show”, come anche nel suo lungometraggio “The Happy Film", ha presentato i risultati della sua ricerca della felicità. In tale ambito, ha appurato che felicità e arte sono strettamente collegate tra loro.

Intervista con Stefan Sagmeister

Un prodotto di design può rendere qualcuno più felice?

Attualmente, oltre il 50 percento della popolazione mondiale vive nelle città. Tutto ciò che circonda questa parte di umanità è stato configurato nonché progettato - dalle lenti a contatto, agli indumenti, dalle sedie alle stanze, dalle abitazioni alle strade, fino alle città stesse. Questo ambiente progettato gioca per l’abitante di città un ruolo importante quanto la natura per chi vive nella foresta pluviale. I prodotti possono essere fatti bene o male. In ogni caso, influiscono sulla nostra percezione.

Ovviamente c’è un gran numero di prodotti che ci facilita la vita. Tuttavia, siamo inclini a percepirli consapevolmente solo quando non funzionano. Ci si può sedere in un aereo e ignorare del tutto il fatto che si tratta di una costruzione incredibile. Lo capiamo solamente quando ne cade uno. 

Nella mostra “The Happy Show”, i visitatori possono passeggiare nel mondo delle idee di Stefan Sagmeister.

Quale suggerimento darebbe alle persone che cercano la felicità nella vita quotidiana?

  1. Quando al mattino aprite la casella di posta elettronica, cercate un’e-mail a cui rispondere con un particolare ringraziamento o elogio.
  2. Praticate sport.
  3. Trascrivete le vostre aspettative e sottolineate la sorpresa e la gioia di vivere quando, contrariamente alle aspettative, tutto è andato bene.
“Don’t expect people to change” – Immagine di Sagmeister dalla mostra “The Happy Show”.

Una volta ha affermato che un anno sabbatico può migliorare enormemente la creatività. Tuttavia, non tutti possono prendersi una pausa. Saprebbe suggerire altri metodi per stimolare la creatività e per dispiegare nuovamente la passione per il design?

Penso che non si tratti molto della lunghezza della pausa. Decisive sono infatti la voglia e la predisposizione a dedicare un pezzo della nostra vita a un’attività che ci interessa veramente. Ogni designer che stimo segue questo principio in un modo o nell’altro, nel tardo pomeriggio, una volta a settimana oppure un paio di giorni al mese. Ho osservato praticamente ogni variante in aziende da piccole a grandi.

Il mini-film “now is BETTER” ricorda che il mondo non è stato mai così sicuro come oggi.

L’arte può essere utile a conoscerci meglio?

Come forgiatore di creatività, vedo i lavori dei nostri studi come opere di design. Personalmente non do moltissimo valore alle definizioni. Tuttavia lo fa il mondo là fuori, quindi ha senso non tralasciare questo elemento. Come disse Donald Judd: “Il design deve funzionare, l'arte no.” L’arte può semplicemente “essere”, non ha bisogno di funzionare.

E sì, sono dell’opinione che molti artisti creano dei mondi che dicono qualcosa su chi essi siano. Una buona arte ci consente di gettare uno sguardo in questo mondo, ci dona la possibilità di osservarlo da un’altra prospettiva. Anche il design può farlo - sia per i suoi creatori che per coloro che lo osservano. In ogni caso, ha avuto una grande influenza nello sviluppo della mia personalità. Mentre lavoravo al film, ho scoperto un paio di cose importanti su di me, ad es. che non sono una persona molto grata. Ho cercato di integrare nella mia vita la gratitudine, e credo di essere migliorato un pochino. Ma deve continuamente accadere qualcosa che me lo ricordi. Talvolta un gesto amichevole crea in me un profondo senso di gratitudine, un’altra volta percepisco la mia situazione di felicità complessiva come ovvia.

Ho scoperto che non sono una persona molto grata. Ho cercato di integrare nella mia vita la gratitudine, e credo di essere migliorato un pochino.
Stefan Sagmeister

Quale aspetto del suo lavoro la rende più felice in assoluto?

A tal proposito, ho una mia lista personale:

  1. Il poter riflettere liberamente su idee e contenuti, con una deadline molto lontana.
  2. Viaggiare in luoghi stupendi.
  3. L’utilizzo di diversi utensili e tecniche. 
  4. L’agire su progetti che per me sono importanti.
  5. La ricezione di cose fatte per bene da parte di tipografi, programmatori o artigiani.
  6. Il feedback delle persone che vedono i nostri lavori.
  7. Abbozzare un progetto che conosco appena o in parte.
  8. Lavorare a un progetto senza interruzioni.
Designer Stefan Sagmeister

Pensa che la felicità sia importante per poter essere creativi? Oppure, al contrario, la “vita triste” di alcuni artisti ci dimostra che anche la tristezza può stimolare la creatività?

Personalmente sono molto più creativo quando sto bene. Perché così anche gli altri possono trarne vantaggio. Quando sto male, non creo nulla. Alcune volte creo in modo retrospettivo delle opere che parlano di un periodo in cui non stavo bene. Se ci sono completamente dentro, la mia produttività e creatività sono anch’esse a livelli bassissimi.   

Stefan Sagmeister

Come nascono le sue idee? È veramente felice mentre lavora? E se sì, può descrivere la sensazione?

Le idee vengono da ovunque, meglio se non da altri designer grafici. Mi può ispirare qualunque cosa possibile - un lungo viaggio in treno, un dipinto del Rinascimento, un pezzo musicale, una stanza di hotel appena pitturata. È interessante inserire tutto questo nel mondo del design. E sì, posso essere veramente felice quando lavoro.

In particolare se posso praticamente perdermi nel mio compito. Se mi immergo completamente e faccio del mio meglio, allora i miei pensieri si eclissano e perdo il senso del tempo. Lo psicologo ungherese Mihaly Csikszentmihalyi chiama questo stato “flow”. In tante persone questa sensazione si crea mentre giocano al computer. I diversi livelli di difficoltà fanno sì che il giocatore si impegni e che si spinga al limite delle sue possibilità.

Per la copertina dell’album dei Rolling Stones “Bridges to Babylon”, Stefan Sagmeister si è lasciato ispirare da una scultura del regno assiro.

Qual è stato sinora il momento più felice della sua vita lavorativa?

Qui serve un piccolo estratto dal mio diario e che riguarda un momento felice della mia carriera. Quando incontrai per la prima volta Mick Jagger (mentre progettavamo la copertina di Bridges to Babylon), gli chiesi quali fossero le sue copertine preferite degli Stones. Senza esitare, mi disse: Exile on Main Street, Sticky Fingers e Some Girls. Io risposi: “La nostra collaborazione dovrebbe essere quindi semplice. Avrei risposto allo stesso modo, ma con una sequenza diversa: Sticky Fingers, Some Girls ed Exile on Main Street” Charlie Watts si voltò verso Jagger e gli chiese con un tono serio: “Che cosa c'era sulla copertina di Sticky Fingers?” E Mick rispose: “Oh, sai Charlie, quello con la chiusura lampo, che fece Andy Warhol”. Erano bei tempi.   

Chi è Stefan Sagmeister?

Designer grafico Stefan Sagmeister

Il due volte vincitore di Grammy Stefan Sagmeister ha studiato a Vienna e New York. L’austriaco di nascita ha progettato copertine di successo per i Rolling Stones, David Byrne e Lou Reed. Tuttavia, Sagmeister è molto più che un design di copertine di CD. Che si tratti di una scenografia, di cartelloni o libri, Sagmeister è un artista poliedrico, mondiale. Nella sua carriera ha lavorato già insieme a BMW, progettando il libro artistico CULTURE di BMW Group. Sin dal 2012, gestisce la sua agenzia con sede a New York insieme alla designer Jessica Walsh, con nome Sagmeister & Walsh.

Bold Voices – Portraits of the creative pioneers

Riscoprirsi vuol dire imparare dagli altri. Ecco perché BMW collabora già da alcuni anni con artisti visionari come Stefan Sagmeister, creando nuove idee e prospettive. Se ne originano progetti esclusivi e innovativi, che dimostrano quanto creatività, tecnologia e design siano una cosa sola.

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