Guida autonoma: una luce nel buio

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Le auto a guida autonoma saranno, in futuro, degli ausili per non vedenti, fondamentali per la loro vita quotidiana.

Ma che sensazione dà la guida autonoma nella completa oscurità? Noi ci abbiamo provato, con un giro di prova spettacolare al buio. In un’intervista a Miro Miletic, a sua volta cieco e curatore della mostra “Dialog im Dunkeln”, scoprirete che cos’ha provato durante questo giro di prova e come si immagina l’auto del futuro.

21. febbraio 2019

Nella mostra “Dialog im Dunkeln” di Amburgo, i visitatori vivono in prima persona la quotidianità di una persona cieca. Delle guide con disabilità sensoriale li accompagnano attraverso diverse stazioni, come la città, il bar o il parco. In collaborazione con “Dialog im Dunkeln”, BMW ha aggiunto, con un esperimento, una stazione alla mostra.

Nel buio più completo, i passeggeri prendono posto in una BMW i3. Sono all’oscuro della grande sorpresa che li attende. Le reazioni? Impagabili! Ma guardate voi stessi.

Video: Giro di prova al buio

Suggerimento:
Il presente film contiene scene di film relative a tecnologie di guida autonoma fittizie che oggi non esistono ancora per la produzione in serie. Al momento, BMW non offre ancora, nei suoi modelli di serie, alcun tipo di veicolo a guida autonoma. Questo film mostra uno scenario ipotetico futuro di guida autonoma. Nella simulazione non sono stati utilizzati veicoli di serie e il viaggio in macchina ha avuto luogo all’interno di un circuito chiuso e sotto il controllo di esperti.

Intervista a Miro Miletic, curatore della mostra “Dialog im Dunkeln”

Miro Miletic, prima della cecità, guidare l’automobile che posto aveva nella sua vita?

Ho guidato la macchina per anni. Il piacere di guidare e l’indipendenza erano per me al primo posto. Quando persi la vista a 27 anni, tutto questo è sparito d’un colpo. All’improvviso scompare la possibilità di sedersi in macchina e di partire in tutta semplicità. E inoltre, ho sempre avuto un’auto sportiva bella ed elegante. Guidare era per me un qualcosa di estremamente importante. È come la relazione che si ha con una persona che, all’improvviso, non c’è più. È una perdita da elaborare a livello psicologico.

Crede che la guida autonoma possa ridare questa sensazione?

Sicuramente non sarà esattamente la stessa. Ci si affida comunque a una tecnologia. Ma quello che mi potrebbe ridare un’auto a guida autonoma sono libertà e flessibilità. Con la guida autonoma non rivedrò la luce del giorno, ma queste nuove possibilità miglioreranno la mia qualità della vita.

Per me è semplice avere fiducia nelle auto a guida autonoma. In fin dei conti, mi affido alle tecnologie intelligenti in molti aspetti della vita quotidiana.
Miro Miletic, curatore della mostra “Dialog im Dunkeln”

Il nostro esperimento “Giro di prova nel buio” simulava un viaggio in un’auto a guida autonoma. Che sensazione ha avuto?

È stato un qualcosa di insolito. Ma d’altra parte, quando si viaggia in un treno o in un aereo, si è coscienti che questi vengono in parte guidati dal pilota automatico. Negli ultimi decenni, abbiamo semplicemente imparato a fidarci delle tecnologie, e questo l’ho potuto vivere in modo ancor più deciso per via della mia disabilità visiva. Devo dire che mi affido per un’infinità di cose alla tecnologia, sia nel lavoro sia nella vita quotidiana. Per questo motivo non mi risulta difficile fidarmi di un’auto a guida autonoma: questo perché fino ad oggi la mia esperienza con le tecnologie moderne è stata positiva.

Parliamo della tesa interazione tra guidatore e veicolo.

E in cosa è stato diverso dal solito?

In auto sono di solito il passeggero. Percepisco molto di quello che succede intorno a me. Ma non so mai se anche la persona al volante percepisce tutto e se prende le decisioni giuste. Stando seduto nella macchina a guida autonoma, questa sensazione negativa è scomparsa completamente, questo perché non ho dovuto mettere la mia vita nelle mani di un’altra persona. So che in questo la tecnologia diverrà più affidabile, già soltanto per la velocità di reazione che sarà maggiore. Pertanto, semplicemente, mi sono potuto rilassare del tutto. Avevo un po’ questa sensazione: la macchina sa quel che fa!

Leggete qui in che modo le auto senza guidatore imparano.    

Già oggi posso rimpiazzare quasi tutto con delle nuove tecnologie, manca ancora la mobilità.
Miro Miletic, curatore della mostra “Dialog im Dunkeln”

Qual è il plusvalore delle auto a guida autonoma per le persone non vedenti?

Sarebbero degli ausili per ciechi che aumenterebbero notevolmente la qualità della vita. Potrò entrare in auto autonomamente e andare da A a B. Questo comporta un enorme risparmio di tempo. Ora non faccio altro che controllare l’orologio: quando passa il prossimo treno o il prossimo autobus? E poi devo cercare di capire se l’autobus sia quello giusto o meno, lo devo chiedere all’autista dell’autobus. Con un’auto a guida autonoma, non lo dovrei più fare.

E come si immagina l’auto del futuro?

Se me la devo immaginare visivamente (ride), è una BMW i8. Da un punto di vista del comfort, offrirebbe però esattamente quello che c'era a bordo della BMW i3 a guida autonoma. Questo è quello che voglio nella mia vita quotidiana. Già oggi posso rimpiazzare quasi tutto con delle nuove tecnologie, ma manca ancora la mobilità. L’auto del futuro risolverebbe il problema. Ci si entra semplicemente e le si dice: “Sii così gentile ora da portarmi al prossimo supermercato... o in ristorante, al cinema o a teatro.”

Leggete qui come le auto senza guidatore riconoscono l’ambiente circostante.    

Che cos’è “Dialog im Dunkeln”?

Dal 1989, “Dialog im Dunkeln” è il punto di congiunzione tra non ciechi e cecità. Durante il periodo di elaborazione di un collega con disabilità visiva che lavorava per una stazione radiofonica, Andreas Heinecke ha avuto l’idea di questa mostra. Voleva insegnare tolleranza ed empatia nei confronti delle persone non vedenti a chi non ha una disabilità sensoriale, facendo vivere loro la vita quotidiana di una persona cieca. La prima mostra ha aperto le porte a Francoforte. Nel 1997 è arrivata la mostra “Dialog im Stillen” (ted. “Dialogo in silenzio”). Come “Dialog im Dunkeln”, questa mostra vuole condividere le esperienze di un’altra realtà di vita, questa volta la realtà delle persone sorde. Dal 1989, sono state più di 8 milioni le persone che hanno partecipato a “Dialog im Dunkeln” o a “Dialog im Stillen”, in 150 città di 41 Paesi. Al momento, è possibile vivere in prima persona queste mostre in 21 località in tutto il mondo. Dal 2014, Dialoghaus ha ampliato in alcuni luoghi il proprio repertorio: "Dialog mit der Zeit" (“Dialogo con il tempo”). Si tratta di una mostra che parla dell’invecchiamento. Inoltre, molte località offrono anche “Dinner in the Dark” (“Cena al buio”). Un viaggio culinario nel buio totale: la vita quotidiana di una persona con disabilità visiva.

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