Materiali sostenibili: pensare alla fine dal principio

6 min tempo di lettura
Nel design di interni di BMW, i materiali sostenibili hanno un ruolo sempre più importante. Daniela Bohlinger, Responsabile Sostenibilità per BMW Group Design, ha incontrato Giulio Bonazzi, CEO dell’azienda italiana Aquafil presso la sede di Lubiana, dove vengono prodotti i filati di ECONYL® ricavati da reti da pesca e altri cascami di nylon riciclati.

Il 21 gennaio 2021

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Le reti da pesca che Giulio Bonazzi stende sul grande tavolo della sua sala conferenze sono così pulite che si potrebbe quasi credere che siano nuove. “Puliamo le reti in più fasi e le portiamo nel nostro impianto chimico assieme ai cascami di nylon. Qui vengono scomposte nei loro componenti chimici”, spiega il produttore di filati italiano. Il risultato che si ottiene è il granulato di nylon puro che è stato chiamato ECONYL®, che ha esattamente la stessa composizione del nylon derivato dal petrolio, il cosiddetto nylon “standard”. Al termine del loro ciclo di vita, i prodotti in ECONYL® ritornano nel ciclo del riciclo, vengono rigenerati e trasformati in prodotti nuovi. “Si può ripetere il processo all’infinito“, spiega Bonazzi. “Questa è la vera sostenibilità”.

Materiali sostenibili come base

Anche BMW usa i filati di Aquafil Econyl®, ad esempio per i materiali del rivestimento del tetto e dei tappetini della BMW i3, della BMW iX e di altri modelli. Per Daniela Bohlinger, che in BMW si occupa di sostenibilità nel design, è una conseguenza logica della nuova sensibilità ambientale che svolge un ruolo sempre più importante in BMW. “Per noi era importante poter utilizzare un materiale riciclato come base per questi prodotti. Il nylon ECONYL® ricavato dalle reti da pesca e da altri cascami di nylon è ottimo per l’uso che ne dobbiamo fare, ha una gamma cromatica fantastica e i nostri designer ci lavorano volentieri. È un prodotto in materiale riciclato che ha un aspetto ineccepibile e caratteristiche eccezionali.”

Tuttavia, l’interesse, soprattutto dei marchi di lusso, nei confronti dei materiali riciclati è ancora limitato, racconta Giulio Bonazzi, ma questi limiti stanno lentamente scomparendo con l’aumentare della consapevolezza ambientale. Oltre a BMW, ad esempio, anche Prada e Gucci utilizzano il nylon ECONYL® per le loro collezioni. Rispetto al nylon derivato dal petrolio, per produrre questo materiale riciclato si produce il 90% di CO2 in meno.

Dalle reti di pesca ai filati sostenibili

Le reti da pesca usate vengono in parte recuperate nell’oceano dai sommozzatori, e “questo è l’aspetto più emozionante di tutti”, dice Giulio Bonazzi. “È l’obiettivo principale di The Healthy Seas, una ONG fondata nel 2013 da Aquafil assieme ad altri due partner per aumentare la consapevolezza sul problema delle reti da pesca abbandonate in mare.” Ma la maggior parte delle reti che l’azienda Aquafil di Bonazzi ricicla in Slovenia proviene dagli allevamenti ittici di tutto il mondo. Aquafil raccoglie queste materie prime in due magazzini di Lubiana di 15.000 metri quadri, dove vengono pulite e sistemate su pallet. In questi magazzini vengono anche portati altri cascami di nylon come vecchi tappeti, residui tessili o componenti in plastica. Tutto questo materiale viene rigenerato nell’impianto chimico e si trasforma nel nuovissimo nylon ECONYL®.

Giulio Bonazzi – CEO Aquafil

Il processo di riciclaggio che si svolge nell’impianto è solo parzialmente comprensibile per un profano. Infatti, la maggior parte dei processi chimici di separazione e fusione si svolge in maniera invisibile all’interno di un complesso sistema di tubi e contenitori che si snoda per tutto l’impianto. All’inizio si può vedere come vengono trattati i rifiuti: ad esempio, le reti da pesca vengono triturate in piccoli pezzi e trasportate in un grande contenitore da un nastro trasportatore. Ma nella stazione successiva, al piano superiore, dove parte del materiale affiora dalle condutture argentee, si è già compiuta la trasformazione in granulato di materiale plastico. Per finire, il materiale viene trasportato dalle cosiddette filiere, trasformato in un filo lucido continuo e avvolto in grandi rulli. In un’altra area dell’impianto, i grandi rulli bianchi, neri, rossi e blu vengono caricati sui carrelli.

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Emissioni di CO2 0 g/km (in combinazione)
Consumo di carburante 0 l/100 km (in combinazione)
Consumo energetico 21 kWh/100 km (in combinazione)

Come pioniere di questa tecnologia di riciclo dei materiali, Giulio Bonazzi gestisce l’unico stabilimento al mondo in cui si produce il filato di nylon ECONYL® partendo dai rifiuti. Il suo prodotto è riciclabile all’infinito senza che la qualità peggiori. È un ciclo chiuso. “In linea di massima, ci muoviamo in questa direzione anche nel settore automotive”, afferma Daniela Bohlinger. “Fin dall’inizio, pensiamo a tutto il ciclo del prodotto e utilizziamo sempre più spesso materiali che alla fine della loro vita utile possono essere riciclati e utilizzati per altri scopi.”

Nella nostra vision del futuro, anche l’investimento in una propulsione priva di emissioni e l’uso di materiali sostenibili contribuiranno a raggiungere gli obiettivi definiti nella Conferenza sul clima di Parigi. “Il nostro CEO Oliver Zipse si è espresso chiaramente a favore di questi obiettivi”, sottolinea Daniela Bohlinger. “Noi pensiamo alla mobilità del futuro e sviluppiamo un percorso chiaro teso alla realizzazione di questo ambizioso programma entro il 2030.”

Giulio Bonazzi sa cosa significa realizzare un cambiamento di questa portata nel settore industriale. “Se avessi saputo prima a quali difficoltà andavo incontro, non avrei intrapreso questa strada”, dice l’imprenditore, che si autodefinisce “crazy guy”; ma lo dice sorridendo. Mentre accompagna Daniela Bohlinger in un tour dello stabilimento, mostra un esempio dei problemi con i quali ha a che fare: “Nel riciclo delle reti da pesca dobbiamo eliminare i rivestimenti di ossido di rame che vengono utilizzati per impedire la crescita delle alghe. L’ossido di rame non è nylon e ha causato molti problemi nel processo chimico. Da qualche anno siamo in grado di eliminare l’ossido di rame dalle reti da pesca perché abbiamo sviluppato dei procedimenti speciali. Un’altra sfida è rappresentata dal trasporto: appena una rete da pesca ha concluso il suo ciclo di vita, viene considerata un rifiuto speciale pericoloso. In generale, il trasporto dei rifiuti è molto problematico.“

Per una persona che vuole impegnarsi attivamente per creare un mondo libero da sostanze nocive è difficile capire perché i materiali vecchi e contaminati non possano essere importati in un paese per essere riciclati. Ma alla fine Giulio Bonazzi è riuscito a convincere le autorità, come ci racconta. E adesso le reti sono qui in fabbrica assieme al loro rivestimento di rame, pronte per iniziare una nuova vita in un mondo più pulito. Forse si trasformeranno in un bell’accappatoio turchese, in una sedia bianca di design o in un elegante tappetino nero a bordo di una BMW.

Foto: BMW, Yannick Wolff; Autore: Christiane Winter