Muletti: l’arte del confondere

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Il mondo dell’automobile senza i muletti sarebbe impensabile. Scoprite con noi il legame tra pellicola mimetica e camuffamento dazzle.

Il 9 ottobre 2019

Le origini del camuffamento dazzle

Durante le sue incursioni della Marina nel 1918, l’artista britannico Norman Wilkinson ebbe l’idea di mimetizzare le navi da guerra al fine di proteggere se stesso e i suoi compagni dagli attacchi del nemico. Creò il cosiddetto camuffamento dazzle (in italiano “dazzle” significa “abbagliare”). Anche se una nave non si nascondeva, riusciva almeno a confondere il nemico per quanto riguarda la grandezza e la direzione di navigazione. Alla fine della guerra erano più di 4.000 le navi mimetiche utilizzate, per le quali Wiklinson venne acclamato e omaggiato: anche se non si è mai potuto dimostrare il vantaggio di tale motivo.

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Muletto, o in tedesco Erlkönig - l’origine di un nome

Nel anni Cinquanta, i giornalist di automobili tedeschi Heinz-Ulrich Wieselmann e Werner Oswald pubblicarono senza permesso degli scatti di un prototipo di auto sull’importante rivista di motori “auto, motor und sport”. Si è trattato di un piccolo scoop e di un affronto nei confronti del produttore, poiché per la prima volta erano state rese note al grande pubblico, ma anche alla concorrenza, immagini di veicoli ancora sul mercato. Il nome della rubrica sulla quale vennero pubblicate le fotografie era “Erlkönig”.

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Il nome “Erlkönig” era diventato quindi sinonimo di prototipo di auto. Tale nome proviene dall’omonima ballata di Johann Wolfgang von Goethe, nota in Italia con il titolo de “Il Re degli Elfi”. Cambiarono il famoso verso “Chi cavalca a quest'ora, nella notte e nel vento?” in: “Chi guida con tale ardimento, nella notte e nel vento?”. Da allora, i produttori di auto mimetizzano alacremente i loro “re degli Elfi” per infastidire i giornalisti, e anche la concorrenza: in questo modo, anche degli scatti involontari possono rivelare possibilmente poco del nuovo design o delle nuove tecnologie.

Per rendere indecifrabile la forma reale del veicolo, l’industria automobilistica ha ripreso, per la mimetizzazione, delle strutture simili a quelle delle delle navi da guerra mimetizzate di un tempo.

Tipico di ogni muletto: la pellicola mimetica su tutti i lati

Grazie alle fotocamere dei cellulari e alle risoluzioni ad alta definizione, è possibile oggi scattare immagini dei prototipi di auto ancora più facilmente e spesso rispetto ad alcuni anni fa. Per far fronte a questo, i produttori lavorano con pellicole mimetiche sempre nuove ed elaborate.

Beccati durante il viaggio di prova: i muletti BMW

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Una supersportiva mimetizzata: la nuova BMW M8.
Una supersportiva mimetizzata: la nuova BMW M8.
Un colletto bianco in tuta mimetica: la nuova BMW Serie 5.
In missione segreta: la nuova BMW X3.
La nuova BMW X2: beccata in flagrante, ma ben mimetizzata.

Prima e dopo: la BMW M5

La vittoria del camuffamento dazzle

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I motivi non evitano solamente alle auto di essere riconosciute. Questa combinazione di tuta dazzle e tavola dà fastidio anche agli squali e dovrebbe proteggere il surfista dai loro attacchi.

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Anche altri designer puntano su questo spiccato motivo per le loro collezioni. Ecco che ora il cerchio si chiude: Cento anni dopo che l’artista britannico Norman Wilkinson creò il motivo, lo si ritrova nella moda di oggi. E conferma ancora una volta: un buon design si impone.

PREPARATEVI ALL’INCREDIBILE.

La BMW M5 con M xDrive.

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